Trieste

Il Faro della Vittoria, Monumento Nazionale, è un’opera imponente (alta 67,85m) e comprende due importanti funzioni: commemorare i marinai caduti nella Prima Guerra Mondiale e guidare la navigazione notturna nel Golfo di Trieste. La parte ornamentale è completata, in basso, dalla potente figura del Marinaio Ignoto. Sotto la statua è affissa l’ancora del cacciatorpediniere Audace, prima nave italiana a entrare nel porto di Trieste il 3 novembre 1918.

La Tranvia di Opicina (tram de Opcina in dialetto triestino, Openski tramvaj in sloveno), nota anche come Trenovia di Opicina, una delle attrazioni turistiche della città di Trieste, è una linea tranviaria interurbana. Caratteristica unica in Europa è quella di possedere un tratto di circa 800m in forte pendenza (fino al 26%), lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da carri vincolati ad un impianto funicolare.

Il servizio, in funzione dal 9 settembre 1902 e lungo poco più di 5 km, presenta un percorso urbano nel centro di Trieste (a livello del mare) e una tratta interurbana di collegamento con la frazione di Villa Opicina sull'altopiano del Carso ( 329 m s.l.m).

La Barcolana è un evento che coinvolge non solo i velisti ma l’intera città, attraendo turisti anche dall’estero. Ogni anno vi prendono parte circa 25mila velisti mentre il pubblico arriva ad oltre 250mila persone, che seguono la regata sia dalle Rive di Trieste che dalle alture del Carso. La particolare conformazione del territorio attorno al Golfo di Trieste permette, infatti, di osservare la gara da moltissimi punti di osservazione, in quello che è di fatto uno “stadio della vela” naturale.

Il Tempio Nazionale a Maria Madre e Regina è una chiesa cattolica a nord della città di Trieste, posta all'altitudine di 330 metri sul monte Grisa.

Fu progettato dall'architetto Antonio Guacci, su schizzo dell’Arcivescovo di Trieste Antonio Santin. La struttura triangolare evoca la lettera M come simbolo della Vergine Maria. La costruzione avvenne tra il 1963 e il 1965, mentre l'inaugurazione, ad opera dello stesso Vescovo, avvenne il 22 maggio 1966.

Nel 1945 l'Arcivescovo di Trieste Antonio Santin fece un voto alla Madonna per la salvezza della città, minacciata di distruzione dall'evoluzione degli eventi bellici. Finita la guerra, nel 1948, venne pubblicata sulla rivista Settimana del Clero la proposta di Mons. Strazzacappa di realizzare a Trieste, con l'intervento di tutte le diocesi d'Italia, un Tempio di interesse nazionale dedicato alla Madonna.

Nel 1959 papa Giovanni XXIII decise che l’erigendo Tempio sarebbe stato dedicato a Maria Madre e Regina, a ricordo della consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria, come simbolo di pace e unità tra tutte le genti, in particolare tra entrambi i lati della Cortina di ferro, in quel luogo distante soli 10 chilometri.

Da aprile a settembre dello stesso anno ebbe luogo quel "pellegrinaggio delle meraviglie”, che per l’affluenza delle masse al passaggio della Madonna di Fatima nelle varie città, fu chiamata “la più grande missione fatta in Italia”; l'Arcivescovo di Trieste, ricevette la statua della Madonna pellegrina il 17 settembre 1959 e due giorni dopo, sul monte Grisa, veniva posta la prima pietra del grande Tempio.

Il Bacino Sacchetta si trova a SW del Porto Franco Vecchio; nel suo interno vi sono alcuni pontili in gestione a società private.

Il Teatro Romano di Trieste si trova ai piedi del colle di San Giusto, in pieno centro città, al limitare della città vecchia, tra via Donota e via del Teatro Romano.

Secondo alcune fonti la costruzione del teatro viene datata dal I secolo a.C. al I secolo d.C., mentre per altre il teatro risale al I-II secolo d.C.

All'epoca della sua costruzione il teatro si trovava fuori dalle mura cittadine ed in riva al mare, che a quel tempo giungeva sino in quella zona. Sulle sue gradinate, costruite anche sfruttando la naturale pendenza del colle, potevano venir ospitati, a seconda delle varie fonti, dai 3.500 ai 6.000 spettatori. Probabilmente fu costruito per volere del triestino Quinto Petronio Modesto, procuratore dell’imperatore Traiano, citato in diverse iscrizioni, che secondo altre fonti ne curò invece solamente degli interventi di rinnovamento.

Nel corso dei secoli il teatro venne poi nascosto dalle case che vi sorsero sopra. Ritenuto perduto, venne individuato nel 1814 dall'architetto Pietro Nobile, ma solo nel 1938 venne riportato alla luce, durante la demolizione di una parte della città vecchia. Le statue e iscrizioni rinvenute negli scavi sono conservate presso il Lapidario Tergestino al Castello di san Giusto. Al giorno d’oggi viene ancora saltuariamente utilizzato per spettacoli estivi all’aperto.

Centro Federale di Trieste – Polo Natatorio "Bruno Bianchi"  Il Centro Federale di Trieste è stato avviato nel settembre del 2004 all'indomani della stipula del protocollo di intesa tra la Federazione Italiana Nuoto e il Comune di Trieste per l'affidamento alla FIN del polo natatorio intitolato a “Bruno Bianchi”, capitano della Nazionale di nuoto alle Olimpiadi di Roma ’60, quaranta presenze in azzurro, nato a Trieste nel 1943 e tra le vittime del tragico incidente di Brema del 28 gennaio 1966.

L'impianto si avvale di tre piscine: due da 50 metri con pontone mobile (una coperta l'altra scoperta) e una da 25 metri, due palestre (attrezzata e per corpo libero) e, sopratutto, un castello indoor per i tuffi. Quest'ultimo è di fondamentale importanza per la preparazione annuale delle squadre nazionali di tuffi. La disponibilità di piattaforme e trampolini, anche nei mesi invernali, ha reso il polo triestino domicilio permanente dei collegiali azzurri.

Il Castello di Miramare, antica residenza della Corte Asburgica, è un luogo meraviglioso che merita di essere visitato in ogni stagione.

Protagonista della poesia “Miramar”di Carducci, è un fiore che nasce dall’unico sentimento che nessuna epoca potrà mai cancellare; l’Amore. Il Castello, progettato dall’ingegnere Carlo Junker, fu ideato da Massimiliano d’Asburgo, Arciduca d’Austria e fratello dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, che cercava un nido d’amore per se stesso e per la sua amatissima moglie Carlotta, Principessa del Belgio.

Piazza Unità d'Italia, il salotto di Trieste, è la Piazza più estesa d'Europa che si affaccia sul mare.

Inizialmente si chiamava Piazza San Pietro, poi Piazza Grande. Il nome piazza Unità lo assunse quando Trieste fu annessa al Regno d'Italia dopo il 1918. Nel 1955, quando Trieste tornò nuovamente all'Italia con lo scioglimento del territorio libero di Trieste, la Piazza prese il nome attuale. Nel periodo 2001-2005 è stata ristrutturata completamente. La fontana dei Quattro Continenti è stata posta nella sua posizione originaria davanti all'ingresso principale del Municipio e, sul lato mare, è stato installato un sistema di illuminazione con led luminoso blu a ricordo dell'antico mandracchio, interrato tra il 1858 e il 1863.

Osservando la Piazza dal lato mare, in senso orario, si affacciano il Palazzo della Luogotenenza austriaca, ora sede della Prefettura, il Palazzo Stratti, dove si trova il Caffè degli Specchi, storico caffè triestino, il Palazzo Modello, il Municipio, il Palazzo Pitteri, il più antico palazzo della piazza, il Palazzo Vanoli, sede di un prestigioso albergo e il palazzo della compagnia di navigazione Lloyd Austriaco di Navigazione, poi Lloyd Triestino, ed ora sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Lo Stadio Nereo Rocco è il principale impianto calcistico di Trieste, dedicato al celebre allenatore giuliano.

Oltre ad ospitare gli incontri interni della Triestina, è sede della stessa società nonché degli uffici regionali del CONI. Sul suo campo sono state disputate alcune partite ufficiali della Nazionale Italiana di calcio, e varie partite del Campionato di serie “A” del Cagliari calcio; ha ospitato anche incontri calcistici della Società Udinese Calcio impegnata nella competizione internazionale di Europa League. La struttura ha ospitato, inoltre, importanti concerti musicali di artisti come Vasco Rossi, Zucchero Sugar Fornaciari e Bruce Springsteen. Lo stadio sorge nel quartiere di Valmaura, alla periferia Sud della città, nei pressi dell'uscita della SS 202, vicino al vecchio Stadio Giuseppe Grezar.

L'Università degli Studi di Trieste è un'università statale italiana. Fu fondata nel 1924, come Regia Università degli Studi Economici e Commerciali, sulle fondamenta della preesistente Scuola Superiore di Commercio, Fondazione Revoltella, istituita per donazione privata nel 1877, quando ancora Trieste era parte dell'Impero austro-ungarico, in conformità alle volontà testamentarie del barone Pasquale Revoltella.

Un gruppo di soci della Società Canottieri Nettuno di Trieste nel 1994 decise di creare una manifestazione di contorno alla classica regata di canottaggio annuale che si svolgeva sul litorale di Barcola, località della periferia triestina. Una breve corsa sino al Castello di Miramare, i fuochi artificiali e un paio di “gazebo” enogastronomici allietati da musica dal vivo dettero vita alla prima edizione.

Circa 200 corridori e una cinquantina di canottieri segnarono la strada futura de La Bavisela: unire lo sport al divertimento per tutti.  Dal 1996 la corsa venne spezzata in due; una mezza maratona di 21,097 chilometri e la non competitiva di 7 chilometri aperta a tutti. Spettacolari i due tracciati, con la strada “Costiera”, che si inerpica tra il bianco del Carso e l’azzurro dell’Adriatico a fare da cornice alla Maratonina dei due Castelli e il lungomare di Barcola riservato alla non competitiva, subito denominata “Bavisela”.

Nel 2000 la consacrazione definitiva. Gli organizzatori decisero di creare la Maratona d’Europa, gara che, per emergere nel vasto panorama delle 42,195 chilometri, doveva differenziarsi dalle altre corse sulla stessa distanza, cosa che fu facilmente attuabile grazie ad un percorso di ineguagliabile bellezza che attraversando sette dei più incantevoli comuni d’Italia regalava un bagno di folla in una delle piazze più suggestive d’Europa